Manoscritti

La parte più importante dei manoscritti prodotti da Clavius è conservata oggi presso l'Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana. Grazie al progetto Clavius on the web sarà possibile consultarne una parte direttamente online. I testi saranno arricchiti da un'annotazione semantica e linguistica che, unita a una ricca mole di informazioni reperite sul web, ne faciliterà la comprensione.  

APUG 529-530: Epistolario
I due manoscritti costituiscono il corpus più ampio di lettere inviate a Clavius durante la sua lunga attività scientifica. Essi sono stati approfonditamente studiati da Ugo Baldini e Pier Daniel Napolitani che ne hanno fornito una prima edizione dattiloscritta. Nell'introduzione viene notato come queste lettere si caretterizzino per alcune particolarità che lasciano intuire una complessa storia conservativa. Ad es. i due manoscritti contengono anche lettere con destinari diversi da Clavius (lettera di Lorenzo Arnolfini ad Athanasius Kircher del 1652,  quando Calvius muore nel 1612); destano inoltre curiosità la totale mancanza di lettere famigliari o comunque non connesse alla sua attività scientifica e l'assenza di testimonianze antecedenti al 1585, mentre Clavius risiedeva a Roma già da 22 anni. Alla luce di ciò è possibile che le lettere superstiti siano il risultato di un rimaneggiamento avvenuto nel corso di alcuni secoli, condotto principalmente sulla base di un criterio di selezione riferito all'utilità scientifica e didattica che queste lettere continuavano ad avere. In effetti buona parte di esse contengono dimostrazioni di teoremi matematici o quesiti geometrici che venivano rivolti a Clavius, considerato uno dei più grandi matematici del suo tempo. Nelle 300 lettere troviamo tra i mittenti nomi del calibro di Tycho Brahe, Galileo Galilei, Giovanni Antonio Magini, Guidobaldo Del Monte François Viéte e tanti altri.
APUG 530, c. 3r
APUG 530, c. 3v


INDICE DEI CORRISPONDENTI:

APUG 529                                                     APUG 530



Opere manoscritte
I manoscritti elencati di seguito contengono invece alcune delle opere di Clavius che beneficiarono anche di edizioni a stampa (vedi sezione). In attesa di studi maggiormente approfonditi, non è possibile, se non in un solo caso, affermare con esattezza a quale data essi risalgano, vista la complessità della produzione editoriale di Clavius che vide pubblicate alcune opere in molteplici edizioni. La particolare composizione codicologica di questi manoscritti, ricca di inserimenti e cancellature, lascia intuire di essere alla presenza di un corpus di testi di grandissima importanza, la cui analisi consentirebbe di comprendere molto sull'evoluzione del pensiero scientifico di Clavius.



APUG 771: Horologiorum, In sphaeram Ioannis de Sacro Bosco Commentarius
Il manoscritto contiente il testo di due opere di Clavius. La seconda fu fra le sue più importanti, almeno per le numerose riedizioni che ebbe con il matematico gesuita in vita, costantamente aggiornate in risposta alle contemporanee scoperte astronomiche.

APUG 771, c. 57r
APUG 771, c. 69r
APUG 771, c. 133r















APUG 772: Geometria Practica
Si tratta del manoscritto di una delle ultime opere date alle stampe da Clavius, la Geometria Practica, edita nel 1604 a Roma dal tipografo Luigi Zanetti. Secondo l'opinione di Baldini, fu proprio nella geometria che Clavius e i suoi allievi diedero il contributo scientifico più significativo.


APUG 773: Euclidis Elementorum Libri XV. Accessit XVI
L'edizione dei classici greci della matematica e della geometria fu uno dei lavori che accomunò l'attività di alcuni dei maggiori studiosi contemporanei di Clavius. Ad es. sia Francesco Maurolico (Messina, 1494-1575) che Federico Commandino (Urbino, 1509-1575), seppur con impostazioni e finalità diverse, tradussero e commentarono le opere di Euclide, Apollonio e Archimede.

APUG 773, c. 81r


APUG 774: Romani Calendarii
Il manoscritto è datato 1602 e sembrerebbe corrispondere alla prima edizione della Explicatio della riforma gregoriana del calendario, stampata l'anno successivo a Roma dal tipografo Luigi Zannetti. Quest'opera conteneva parte della Novi Calendarii Romani Apologia (Roma, 1586), ovvero il testo preparato da Clavius in difesa della riforma, di cui fu tra i principali artefici, che era stata fortemente criticata da alcuni scienziati di confessione protestante.

APUG 774, c. Ir
APUG 774, cc. 108v-109r




APUG 775: Astrolabio
Composto di tre libri, il manoscritto sembra corrispondere integralmente alla versione a stampa della medesima opera, edita a Roma a spese di Bartolomeo Grassi nel 1593. 


APUG 775, cc. 42v-43r

APUG 775, cc. 48v-49r



APUG 776: Scritti vari
Tra gli scritti di vari autori contenuti in questo codice, troviamo una parte della theorica planetarum, testo  in cui Clavius dà una sua interpretazione dei moti dei pianeti, argomento di cui si era occupato solo di sfuggita nel commento alla Sphaera del Sacrobosco, una delle sue opere di maggior successo. Questo scritto è strutturato in due parti, una theorica solis (completa ed edita per la prima volta da Ugo Baldini nel 1992), e una theorica lunae (mutila).


APUG 777: Gnomonices libri octo
Il manoscritto contiene vari testi confluiti nell'edizione Gnomonices libri octo..., Romae, Apud Franciscum Zanettum, 1581. La gnomonica è la disciplina che si occupa dello studio delle regole necessarie alla costruzione di orologi solari (vedi voce Treccani), argomento affrontato da Clavius anche in altre occasioni.


APUG 777, c. 1r

APUG 777, cc. 26v-27r
APUG 777, cc. 11v-12r